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Il Progetto

Palmyra Forever, progetto ideato dalla Prof.ssa Ilvana Mirto che, grazie all'incarico del Ministero degli Affari Esteri (M.A.E) e del Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca (M.I.U.R) ha vissuto per oltre sei anni un'esperienza unica ed irripetibile in una Siria ancora lontana dagli echi di una guerra civile. Un Paese multietnico, una società complessa ma accomunata da forti radici storico-culturali testimoniate da un patrimonio artistico e archeologico particolarmente ben conservato, recante i simboli delle più grandi civiltà della Storia antica tra cui la Grecia, l'Impero Romano e Ottomano.

Event Management

"La prima parte della Lecture vuole offrire al pubblico l'opportunità di 'viaggiare' insieme all'interno del sito archeologico. Un percorso esclusivo, lontano dalle rotte più turistiche, per “vivere” la cultura, gli usi, i costumi della società siriana, capace di donare grande accoglienza al visitatore. Le slide, accompagnate dalla voce narrante della Prof.ssa llvana Mirto, mostrano foto inedite e particolarmente suggestive di Palmyra. Purtroppo oggi molti di questi territori sono occupati da gruppi estremisti che seminano il terrore e la distruzione e che hanno seriamente danneggiato edifici storici e siti archeologici riconosciuti dall'UNESCO patrimonio dell'Umanità." [cit.: Maurizio Abbati]

"La seconda parte della Lecture vede la partecipazione di un ospite di eccezione, l'archeologo Isber Sabrine (già studente della Prof. Mirto, ndr), di nazionalità siriana, che ci offre, per la prima volta in Italia, una testimonianza diretta di ciò che sta avvenendo nel sito di Palmira (o Tadmor), storica città, già esistente ai tempi degli Assiri, che fu annessa alla Provincia Romana ai tempi dell'Imperatore Tiberio, dando l'avvio ad un periodo di grande splendore grazie al commercio ed agli scambi culturali." [cit.: Maurizio Abbati]

Il percorso olfattivo

"Un armonioso profumo di Rosa Damascena, varietà antica dalle centinaia sfumature aromatiche (più di quattrocento, ndr), ha accompagnato l'intero 'viaggio palmireno' con un percorso olfattivo grazie all'amichevole partecipazione della Maison DAPHNÉ ® di Sanremo che ne ha sintetizzato la preziosa essenza in un profumo, creato per l'occasione, e che due “hostess” hanno profuso tra il pubblico. [cit.: Maurizio Abbati]

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Il sito di Palmira (Siria) e l'archeologo Isber Sabrine - Maurizio Abbati ©

I difensori del Patrimonio siriano: i "Monuments Men" del XXI Secolo

Isber Sabrine, archeologo siriano trasferitosi in Spagna e Germania per un Dottorato Specialistico,  da alcuni anni si è impegnato con  un progetto pieno di sfide e rischi ma che sta dando grandi risultati. Nel 2013, mentre frequentava l'Università di Barcellona, si è unito ad un team internazionale di esperti:  nasce così Heritage for Peace.  Una ONG, di cui egli è uno dei soci fondatori, per evitare che il conflitto in atto nel suo Paese distruggesse cinquemila anni di storia (in Siria ci sono circa 10.000 siti di interesse archeologico ndr.). Questa Organizzazione diviene da subito operativa ed è lo stesso archeologo che, insieme con altri colleghi ricercatori e docenti universitari, si adopera per individuare, in tutta la Siria, le opere d'arte da "conquistare" prima che siano oggetto di distruzione o commercio illegale da parte dei guerriglieri armati. Una missione ad alto rischio che viene condotta anche grazie all'aiuto di un "esercito dell'arte" che viene specificamente formato con l'obiettivo di recuperare e catalogare le opere. "Heritage for Peace dà anche consigli su come proteggere ciò che resta del patrimonio storico-archeologico. Anche le macerie di un edificio storico hanno un valore e per questo vanno gestite adeguatamente. Un minareto distrutto potrebbe coprirsi di polveri e sabbia ed andare così perduto per sempre" - spiega Isber Sabrine in una recente intervista alla stampa spagnola.

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Scarica il trailer "Palmyra Forever" (durata: 15" minuti)

Un omaggio della famiglia Abbati alla Siria, ai Siriani e a Palmira (13 febbraio, 2016)  Feat. Isber Sabrine.

>> All'inizio del trailer un altro omaggio alla Terra della Liguria. Questa volta un tributo degli studenti universitari siriani che nel 2010 hanno cantato, in occasione della X Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, davanti alle Autorità Accademiche e d’Ambasciata Italiana, una canzone in genovese “Ma se ghe pensu” (Ma se ci penso ndr.) del 1923 da considerarsi come un Inno di tutti gli Emigranti di ieri e di oggi. Il vecchio padre in Sudamerica esprime al figlio la sua nostalgia del mare e della sua amata Genova, dove desidera tornare per finire lì i giorni che gli restano da vivere: “a posà e osse duve u franze u ma! - a posare le ossa dove il mare si infrange, ndr.

>> Il presente trailer è un estratto della Lecture della prof.ssa Ilvana Mirto tenutasi il 13 febbraio 2016 per ricordare la Siria e il suo Heritage culturale e archeologico.

Attenzione: per motivi tecnici, l'intervento dell’archeologo Isber Sabrine è stato doppiato.

Volete replicare l'esperienza unica del nostro "viaggio virtuale" nella Siria più autentica? Chi fosse interessato ad ospitare un analogo evento in un contesto e/o ambito culturale, con la partecipazione dell’archeologo Isber Sabrine, può comunicarlo con largo anticipo ai seguenti indirizzi:

Maurizio Abbati: mabbati77@gmail.com 

Ilvana Mirto: (in aggiornamento)

Isber Sabrine: (in aggiornamento) 

Si ringraziano per il supporto: il  service “Lions Club Bordighera Ottoluoghi” e il Comune di Bordighera.

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L'archeologo Isber Sabrine

"L'intervista" a cura di Maurizio Abbati 

L'archeologo Isber Sabrine

Isber Sabrine: un “guerriero” dei nostri tempi che usa la forza della Cultura per difendere il sito archeologico di Palmira, in Siria.

di Maurizio Abbati

Incontriamo l’archeologo siriano, Isber Sabrine, presso la Chiesa Anglicana di Bordighera, in occasione della sua prima visita ufficiale in Italia, lo scorso sabato (13 febbraio 2016). Cofounder dell’Organizzazione non governativa Heritage for Peace, Isber si batte, ormai da tre anni - l’ONG è stata fondata nel marzo 2013 a Gerona, Catalogna, ndr - per recuperare e preservare l’immenso patrimonio storico archeologico siriano, tra cui spicca un sito riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, e tristemente balzato agli onori della cronaca: Palmira (Tadmor) vero gioiello di architettura che unisce abilmente lo stile siro-anatolico a quello romano-ellenistico, incastonato tra una vasta oasi di palme da dattero - da cui deriva il nome stesso, ndr - e l’arido deserto roccioso d’Arabia.

Il giovane archeologo, trentenne, ci descrive con passione e spontaneità ciò che lo ha portato a creare una rete di persone, addestrate ad un unico scopo: salvare le opere d’arte dalla forza distruttrice di un nemico che, senza una precisa identità nazionale, si cela dietro una bandiera che oscura la civiltà. I nuovi “Monuments Men” del XXI sec. - come già definiti dalla stampa internazionale, ndr - sono ormai più di 200 e si stanno diffondendo tra Europa e Medio Oriente e il resto del mondo. Si tratta di un vero e proprio “esercito dell’arte” formato oltre che dai volontari, da professori universitari, esperti di archeologia e ricercatori.

Il patrimonio culturale è fonte di dialogo tra i popoli e strumento di pace” ci ricorda il dott. Isber, mentre commenta alcune immagini scioccanti di Palmira.  La visione di fotografie del Tempio di Baal, ormai ridotto ad un cumulo di macerie, contrasta con il personale reportage fotografico intitolato “Palmyra forever”, commentato con spontaneità ed entusiasmo dalla Prof.ssa Mirto, che ne aveva poco prima elogiato la raffinatezza architettonica, splendido esempio di integrazione culturale che affianca capitelli corinzi, dorici e muqarnas, di tradizione araba.

Ciò che resta dell’Arco Trionfale, simbolo di una floridezza culturale e commerciale ormai perduta, ora crollato sotto la furia devastante delle esplosioni, ammutolisce i presenti in un “religioso” silenzio. Gli occhi del popolo siriano, abilmente incorniciati in un puzzle di immagini della bella Palmira - Progetto “Lo sguardo insegue la memoria” Studio Azzurro, 2010, Milano, ndr - esprimono più di ogni parola tutta la sofferenza, la paura, ma anche la speranza in un futuro di rinascita effuso di profumo di Rosa Damascena, la cui fragranza, creata apposta per l’occasione, si espande tra le navate della Chiesa, sincero omaggio di un’eccellenza italiana: l’atelier DAPHNÉ ® di Sanremo.

“È dovere di tutti noi – conclude l’archeologo - mobilitarsi per sostenere l’opera di organizzazioni indipendenti, come Heritage for Peace che, in condizioni di alto rischio, si impegnano a conservare non solo l’identità culturale del popolo siriano ma un patrimonio fondamentale per l’intera umanità”. D’altronde quale arma è più efficace di quella della nostra intelligenza? Della nostra mente?  “Lo scopo dell’arte non è di rappresentare l’aspetto esterno delle cose, ma il loro significato interiore”, affermava già Aristotele, qualche secolo fa. 

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Grazie della visita

Maurizio Abbati